per Marco una pagina web con milioni di visite è un successo da perseguire, mentre io la vedo come un problema da correggere.
cerca su Google quello che è successo ieri, su Twitter quello che succede ora, su FriendFeed quello che sta per succedere…
La rete presuppone un mondo di liberi e adulti. Mettetevi il cuore in pace. Non si fermerà perché c’è chi non lo è.
C’è qualcuno che ha fatto un calcolo anche approssimativo di quanto abbiamo speso - in piena recessione - per il switch over in corso? (E per curiosità, a quanti italiani - privati e aziende - si sarebbe potuta fornire banda larga Internet a vita con la medesima cifra?).
L’eccesso di esposizione ai media crea cesure generazionali. Una volta la cultura era un treno unico, ciascuno ci saliva nel tempo e lì ci si ritrovava. Ora ogni cinque anni partono navette che vanno in posti diversi e non ci si incrocia se non negli snodi più grossi.
Cartoon Network. Grande multinazionale del gelato trasmette grande ed evidentemente costoso spot con effettoni speciali, comparse, sceneggiatura, musichetta e tutto il resto. [mini]bimbo si gira con aria sconsolata, allarga le braccia e dice “tutto questo per un gelato”.
Nei prossimi giorni varrà, forse, la pena di fermarsi a riflettere su come sia potuto accadere che nel 2009 un Senatore della Repubblica abbia proposto - ed i suoi colleghi abbiano a larga maggioranza approvato - un emendamento che minacciava di oscurare la Rete nel secolo della Rete.
In moltissime aziende la giornata lavorativa consiste in una serie ininterrotta di “ping” reciproci che servono solo a confermare la reciproca dignità di presenza. Il tempo di chi ha veramente qualcosa da fare è nelle mani dei riunionisti di talento e dei telefonatori di professione, che non avendo niente da fare ed essendo terrorizzati di essere scoperti inondano le agende altrui e scambiano il lavoro di gruppo con una serie di persone sedute intorno a un tavolo a scaldarsi al proiettore, moderno focherello digitale. Sono le persone che si lamentano delle mail, se ci fate caso: quelli che se hanno delle mail da leggere “non possono lavorare”, come se leggere o scrivere fossero attività extralavorative, a differenza di parlare e inviare convocazioni.
È una faccenda di cambio di scenari, di regole, di confini. Quando vedo tanta, appassionata gente di teatro chiedersi incredula se mi sono bevuto il cervello a immaginare un avvento dell’impresa privata nel loro mondo, riconosco la stessa miscela di buon senso e cecità che mi affascina in altri umani messi di fronte a situazioni simili: i dirigenti della British Air il giorno prima che aprissero un volo low cost Londra-Dublino, i direttori della Treccani il giorno prima che inventassero Google e Wikipedia, i direttori di giornali l’ultimo giorno prima di vedersi uscire la free-press, gli editori il giorno in cui qualcuno inventò i tascabili, il mobiliere il giorno prima di scoprire che esisteva Ikea, e il mio barista il giorno prima che inventassero Starbucks.