In questo contesto il fatto di non volere Flash e Java sulla piattaforma elimina di fatto i concorrenti nella produzione di App alternative che possano inserire layer pubblicitari. Come appare sempre più evidente, HTML5 Video non serve a fare concorrenza a Flash (non gestisce la pubblicità) ma a spostare la pubblicità “vera” sulle Apps, che a quel punto sono gestite centralmente. Non sapevo che anche la creatività fosse gestita centralmente, ma è allarmante. L’hanno pensata bene. Mi chiedo se l’avesse fatto chiunque altro cosa urlerebbero i fan del mondo open. Che invece si stanno concentrando sulla – forse ingenua – speranza di veder sparire Flash, ignorando le enormi chiusure che la mela sta intanto inserendo in un *intero canale*. Mamma mia.
Ho il sospetto che nelle università non si discuta più una tesi senza powerpoint. E quest’anno i miei studenti si sono infuriati perché mi sono rifiutata di dargli i ppt delle lezioni, insistendo perché prendessero appunti (gente, la vita non vi si presenterà in formato ppt!)
Non avevo alcun tipo di intento politico ma credevo, insieme ai miei collaboratori, che da quella vicenda l’Italia uscisse molto male agli occhi dell’opinione pubblica internazionale. Il fatto che fossero sorti gruppi a sostegno di Tartaglia dava un’immagine politicamente e umanamente distorta del nostro paese. Così abbiamo cambiato nome a un gruppo con 700mila iscritti per dimostrare che il gesto andava condannato. Poi però l’operazione è stata politicamente strumentalizzata e uno dei miei collaboratori ha ricevuto anche minacce di morte
Ho scoperto che la “terza via” dell’informatica esiste, ma all’inizio è ancora un po’ impervia. Però convince, vista da vicino. Con qualche ruvidità iniziale, peccati di gioventù, l’iPad è infatti davvero la strada alternativa dell’informatica. Apre un ciclo nuovo che non sappiamo ancora dove ci porterà. E, dopo averlo usato per un po’, mostra in filigrana qualcosa di più: tracce dell’ambizione di Steve Jobs di reinventarsi i paradigmi dell’informatica post-Pc, in cui è la macchina che si deve adattare all’uomo, e non viceversa.
Non chiedetevi che cosa può fare il web per voi. Chiedetevi che cosa voi potete fare per il web e avrete la risposta anche alla prima domanda.
Io avrei una proposta più modesta. Introdurre un nuovo articolo della Costituzione: “Qualunque cosa pubblicata su Internet è una stro**ata fino a prova contraria. Il cittadino è tenuto a saperlo e regolarsi di conseguenza.
per Marco una pagina web con milioni di visite è un successo da perseguire, mentre io la vedo come un problema da correggere.
cerca su Google quello che è successo ieri, su Twitter quello che succede ora, su FriendFeed quello che sta per succedere…
La rete presuppone un mondo di liberi e adulti. Mettetevi il cuore in pace. Non si fermerà perché c’è chi non lo è.